“Grande Lori! Sono stata alla Magnifici 4 questo weekend, sai? Tanta roba!”
“Ehhhh, lo so! Entra sicuramente nella mia top 5, direi!”
“No davvero, una roba bomba! Poi con la tua relazione umile siamo andati da dio!”
“Modestamente, mi ci sono impegnato parecchio!”
“Guarda che sono seria, eh! Mi ha aiutato un sacco! Dovresti farlo sempre quando fai un giro da qualche parte, anche solo in qualche rifugio. DAI, FAI UN BLOG!”
“Ma figurati! Scrivo giusto due robe sui gruppi e su Instagram, pensa te se mi metto lì a fare un blog!”
“…io, periodicamente, te lo ricorderò e secondo me prima o poi cederai!”
Effettivamente, aveva ragione lei: ho ceduto.
E così nasce Aria Sottile.
Un blog come saluto
Non voglio che questo blog sia una semplice presentazione. Lo vedo più come un piccolo saluto, uno di quelli che lasci sul libro di vetta per chiunque passi di lì: un invito a fermarsi, leggere e respirare un po’ d’aria di montagna.
L’idea è nata quasi per caso, come spesso succede sulle nostre cime. Un’amica, un tempo compagna di escursioni, mi ha suggerito di farlo. Oggi purtroppo non posso più considerarla tale… ha deciso di abbandonare le montagne per dedicarsi al Padel. Prima o poi la perdoneremo. Forse.
Con lei, però, abbiamo attraversato insieme sentieri e discorsi infiniti. Mi chiedeva spiegazioni, consigli, piccoli segreti delle montagne: io cercavo di trasmetterle tutto ciò che sapevo, dalle relazioni tecniche ai pensieri che nascevano camminando sulle cime o persino sulle colline più modeste.
Parole e montagne
Non sono un grande scrittore. Sono più uno da chiacchiere: mettimi davanti a una cengia, una mulattiera o una forcella e potrei raccontarti la differenza tra loro per ore. Scrivere, invece, richiede uno schema, una disciplina… e io con gli schemi faccio fatica. Ma quando le parole scorrono, trovano la loro strada da sole, e io ho imparato a coglierle mentre lo fanno.
Aprire questo blog è stata la naturale conseguenza di questa consapevolezza: ho qualcosa da raccontare, da spiegare, da condividere. Le montagne oggi più che mai hanno bisogno di portavoce: qualcuno che sappia raccontare non solo i percorsi, ma anche il perché di certe scelte, di certe vie, di certi comportamenti. Più siamo a parlare, più salute avranno le nostre terre alte.
Oltre la sentieristica
Non voglio limitarmi alla sola sentieristica o alle relazioni tecniche. In questo spazio parlerò anche di etica e politica di montagna, delle scelte dell’uomo e di come queste influenzino il territorio. Perché non parlarne sarebbe ipocrita. Le montagne non sono solo rocce e alberi: sono storie, esperienze e responsabilità.
E quindi, se siete qui, sedetevi comodi. Respiriamo insieme quest’aria sottile, camminiamo su sentieri invisibili tra le parole e, chissà, forse alla fine di questo viaggio avremo imparato qualcosa in più su di noi e su ciò che ci circonda.
Lorenzo Orlandini

